Scuola e nuove tecnologie, finalmente….

Pubblicato: novembre 17, 2011 in Sarno Pedagogia, Scuola ed Educazione
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Riprendere e riscattare il valore delle storie, dei racconti, della narrazione, forse è proprio questo che serve alla scuola ed agli studenti. Finalmente un’idea che tenga dentro linguaggi nuovi, diversi e soprattuto usati anche dai più giovani. Linguaggi nuovi, soprattuto nella possibilità di utilizzo ( il ciname ha 100 anni, altro che nuovo). Nuovi modi di comunicare, facili perchè utilizzabili da tutti, anche da chi non sa scrivere. Finalmente si parla di 2.0 ( due punto zero) a scuola, mi pare un buon segno…

http://www.repubblica.it/scuola/2011/11/17/news/cuore_2012_concorso_video-24997134/?ref=HRERO-1

Un film fatto di racconti ? Che sia iniziata veramente una nuova era?

Christian S.

commenti
  1. michele ha detto:

    il tipino qui di seguito http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_novembre_11/jobs-applicazioni-giovani-burchia_4b711f3e-0c56-11e1-bdbd-5a54de000101.shtml mi sembra un pelo di più 2.0 , “immaginario” è interessante piuttosto per la forma del festival, che ribalta (o almeno dice di voler ribaltare) il rapporto di potere tra partecipanti alla conferenza e ospiti. ma gli ospiti sono decisamente analogici, si parla soprattutto della vecchia tivù generalista (arbore invitato con ricci di striscia…)roba per pensionati. la scuola 2.0 sta decisamente da un’altra parte. c’è già la fanno gli studenti tutte le mattine senza che i prof se ne accorgano stando in aula e connettendosi in bluetooth aggratis per commentare le interazioni che lì avvengono, tutte le interazioni nn solo ciò che dice il prof. ciao mic

  2. biviopedagogico ha detto:

    grazie michele del link, interessante.
    Quello che però penso è trovo interessante è che si chiami la scuola ad utilizzare nuovi strumenti per raccontare. Che si voglia provare a raccontarla in maniera diversa dal solito, insomma.
    Mi sembra preziosa l’idea di permettere ai ragazzi di raccontare la scuola agli altri, di raccontare come la vedono e in questo modo di poter diventare protagonisti di un documentario. Mi sembra preziosa l’idea che si stia provando ( magari anche goffamente) ad inserire dei nuovi linguaggi nella narrazione delle storie.
    Poi immagino che esista altro, anche di meglio. Mi permetto però di non essere d’accordo con te, michele, perchè collegarsi via bluetooth mentre il prof spiega non mi pare tanto un segno della scuola due punto zero, ma di altro, di qualche cosa di più profondo, un segno di qualche cosa che ormai non funziona più nel rapporto tra gli insegnanti e gli alunni e tra la scuola e la formazione che vorrebbe fornire…

    detto questo grazie del contributo…
    Christian S.

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