Io Resisto! A cosa?

Pubblicato: aprile 30, 2012 in Imparare ed Insegnare, Sarno Pedagogia
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Resistere è un dovere.

Si resiste al dolore, all’apprendimento, si resiste per difendersi. Proviamo a resistere alle ingiustizie.

Oggi è necessario resistere alle barbariche invasioni culturali e intellettuali.

Resisto da un pò alla fastidiosa idea che mi passa nella mente quando, tutte le mattine, i soliti furbetti sorpassano, nell’altra corsia, la lunga fila che faccio per uscire dal mio paese. Resisto all’idea di uscire dalla fila per tamponarli.

Resisto all’idea di cambiare lavoro, perchè ciò che prendo non è degno per lo sforzo e la responsabilità che porto sulle spalle.

Resisto costantemente, da un pò di anni, alla voglia di non votare più.

Resisto alle invasioni degli altri, soprattutto quando le sento disinteressate, quando sento che non c’è nessun interesse nel farmi crescere.

Resisto quando sento parlare male degli insegnanti, dei medici e dei migranti. Resisto all’idea di portare via la mia famiglia da un paese che amo ma che sempre di più trovo non degno di avermi come cittadino.

Resisto al dolore che mi provoca l’idea che ci siano ottimi professionisti dell’educazione che faticano ad arrivare a fine mese.

Resiste dentro di me l’idea che fare educazione sia il miglior modo di far politica in questo nostro, strano paese.

Resisterò ancora tanti anni, perchè ciò che faccio è un lavoro pulito, trasparente, non comprabile e non barattabile.

Resistere è una delle possibilità di scelte che mi rimane. Resistere in un mondo in cui la libertà di scelta spesso fa rima con il disinteresse per me significa dar valore alla possibilità di dire : questa volta no!

Resistere, per me oggi, vuol dire provare ad andare oltre la crisi economica, oltre la crisi dei servizi educativi, oltre i tagli alle politiche alla persona, oltre la concorrenza delle cooperative e oltre il pessimo contratto che abbiamo.

Resistere è andare “oltre”, oltre quella sensazione che ci sia poco da fare per risollevare un paese culturalmente, educativamente e intellettualmente alla deriva. Resisto all’idea di pensarla così.

Resistere è per me, un ‘opportunità di crescita e quindi una possibilità pedagogica.

Non resisto alla felicità che mi da, finalmente, scrivere.

 

Christian S.

Tu a cosa resisti?

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commenti
  1. Io resisto all’idea di non scrivere banalità qui…ora o di tessere un elogio (peraltro convinto) di quanto tu affermi; lo faccio solo perché mi va di dire altro; ma perché le cose a cui tu resisti sono le stesse mie…in più…
    io resisto agli sguardi delle madri che guardano me e mio figlio, mio figlio che in classe disturba e fa fatica a stare fermo come gli altri,
    resisto al fatto che devo giustificarmi
    resisto per me e per lui e per la mia famiglia..e resistiamo insieme perché le storie della vita sono differenti…perché ci vuole tempo, perché come mamma adottiva questo tempo, dilatato me lo voglio prendere tutto.

  2. alessandra balladore ha detto:

    vorrei unirmi alle vostre resistenze perchè il resistere a tutto ciò che sarebbe semplice e comodo, ma non per questo giusto, è il mio stile di vita da ormai molto tempo: resistere al peso delle responsabilità di madre-moglie-lavoratrice-domestica, resistere alle opposizioni di chi incasella un figlio come incapace di sopportare regole e disciplina ma non offre aiuti o soluzioni, resistere ai pregiudizi, resistere nella mia fede,resistere a un lavoro impegnativo ma poco gratificante..non nego che a volte volerei via, ma ho imparato che grazie a sudore e calli si costruiscono le cose e non stando a guardare o scappando.Ho imparato anche che esistono amicizie e persone meravigliose e che la solidarietà e l’aiuto reciproco aiutano a resistere a qualsiasi cosa!!

  3. Gabri ha detto:

    Resisto alla voglia di lasciar perdere, di fregarmene dei bisogni altrui, di abbandonare il
    volontariato ‘full time’ perchè mi accorgo di soddisfare solo degli opportunisti.
    Resisto……..ma non so fino a quando.

  4. biviopedagogico ha detto:

    Caro Gabriele, Resisti fino a che ti fa bene, fino a che, anche tu hai da prendere dall’essere volontario. Resisti se ne hai voglia ancora, resisti se ciò che fai ti fa bene e non fa bene solo agli altri. Resisti se senti che resistendo cresci.
    Resisti se ciò che fai ti piace, ti soddisfa e ti riempie.
    Non resistere solo per gli altri, perchè non funziona e rende tristi…
    Resisti se vuoi provare ad andare “oltre” il limite, oltre l’opportunismo degli altri per cercare di trovare qualche cosa che ancora ti interessa nel fare il volontario “full time”.

    Non resistere se vuoi scrivere sul mio blog….
    christian s.

    • Rosy Menta ha detto:

      posso partecipare anch’io a “lotta continua”? considerami una compagna di viaggio 🙂

    • Gabri ha detto:

      Sì Christian, sto resistendo pensando che fra un pò mi prenderò una vacanza.
      Fare il lavoro che faccio da volontaria mi soddisfa molto, serve a me, questo lo
      dico sempre, senza il volontariato sarei vuota.
      Purtroppo sono molto esigente e a volte mi scoraggio di fronte a ipocrisie e
      sprechi.
      Essere nella prima fase dell’anzianità mi rende anche più irritabile di fronte al
      mondo…………….
      E’ proprio una lotta continua (come dice Rosy) e c’è sempre da imparare.

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