Agosto 2012. In un centro commerciale.

Mamma: guarda che bella questa cartella, ti piace?

Bambina (6 anni) : si bella, ma è da femmina.

Mamma: e quindi?

Bambina: …io non la voglio, ne voglio una da maschio.

Padre: … ma chi l’ha detto che è da femmina?

Bambina: ma non lo vedi che è rosa?

Padre: perché il rosa è il colore delle femmine, da quando le femmine se lo sono comprato?

Bambina: no, ma io voglio una cartella diversa.

Mamma: questa verde ti piace ? ( identica nello stile alla cartella rosa)

Bambina: bellissima, prendiamo questa.

Ci sono alcune cose, in questo scambio, che mi colpiscono, da una parte sembra di essere difronte ad una bambina libera, a cui viene permesso di prendere la cartella che vuole, dall’altra questo scambio pare comunque il segno di un condizionamento culturale forte.

  • La bambina prende la cartella verde, solo per non prendere quella rosa o perchè le piace veramente?.
  • Rifiuta di prendere la cartella rosa perchè è abituata a sentire dire che il rosa è per le femmine e lei non vuole stare dentro questa categorizzazione?.

Vista da questa angolatura parrebbe una scelta reattiva, segno di un carattere forte e deciso, ma sempre una reazione di opposizione a ciò che la cultura vorrebbe per lei. ( il rosa per le femmine e l’azzurro per i maschi). La bambina si ribella, decide di stare fuori dagli schemi e in questo senso è libera.

La questione che rimane aperta è che probabilmente ha scelto la cartella per reagire ad uno stereotipo e non per rispondere ad un suo desiderio.

  • Come facciamo a garantire ai nostri figli la possibilità di essere liberi nelle scelta? Forse anche accettando che la loro scelta non ci piaccia un granché. Ma quanto è difficile accettare che scelgano una cosa che non ci piace?
Forse, per permettere ai nostri figli di scegliere veramente ciò che desiderano, dobbiamo lavorare per alleggerire (dove possibile) le rigide catogorie che tanto spesso ci rassicurano.
 
Ho già affrontato questo argomento in un’altro post (eccolo).
 
Domani inizia la scuola, buon lavoro a tutti.
Christian S.
 
 
Oggi è l’11 settembre.
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commenti
  1. Arianna ha detto:

    Mia figlia che domani prende la via della II elementare mi ha detto che avrebbe voluto la cartella dell’Inter ma sia i maschi che le femmine la avrebbero presa in giro perciò ha tenuto quella “da femmina” dello scorso anno che per lo meno le piace.Mi riferisce ogni tanto che la prendono in giro persino quando porta per merenda il panino con il salame perchè è da maschio, ma per fortuna continua a mangiarlo e se ne infischia.Io tento il più possibile di non condizionare le sue scelte con schemi precompilati, ma altre relazioni intervengono e non è semplice far passare il messaggio che per prima cosa bisogna seguire i propri desideri indipendentemente dal giudizio altrui…Io come mamma ho evitato il monocolore rosa perchè amo l’arcobaleno e tutte le tonalità che la natura ci regala.Elisa si veste come si sente più comoda, quando si va ad una festa di compleanno o festeggia il suo nessuno la obbliga a mettere la gonna;non usa mollette o cerchietti perchè le fanno male;quest’estate ha camminato con infradito alternate a piedi scalzi..gioca a calcio, si arrampica sugli alberi, usa lo skateboard ma ama anche le bambole, i pentolini e i peluche.Per ora esprime liberamente il suo yin e yang.
    Giusto stamane dopo varie osservazioni mi dice: faccio quello che mi piace anche se qualcuno mi prende in giro, senza prendermela..Spero che dalla teoria passi alla pratica.:-)
    Ai miei tempi si usava domandare: cosa vuoi fare da grande?
    Io auguro vivamente a mia figlia una cosa: essere sempre se stessa, non rinnegare la propria natura e adottare i mezzi più idonei alla propria personalità per riuscire a realizzarsi.
    Ai posteri l’ardua sentenza…

    • biviopedagogico ha detto:

      cara Arianna:
      1) La cartella dell’inter andava comprata perché non è ne da maschi ne da femmine ma da persone “intelligenti!
      2) Se il panino con salame è da maschi, quello con la mortazza?
      3) elisa sarà una bambina libera, affrontare gli altri provando ad essere indipendenti da ciò che ” si dice in giro” le permetterà di crescere libera, anche se la libertà costa fatica.

      …grazie per il racconto e per lo spunto culinario che userò in un prossimo post sul tema…

  2. Sara Zambrin ha detto:

    Bella domanda! Io ho iniziato ad usare il rosa a quarant’anni perché in casa mia era sinonimo di femminuccia e non di donna. Reazioni ad uno stereotipo e, come dici tu, la libertà è davvero un’altra cosa.

  3. germana ha detto:

    caterina ha la cartella rosa!! …perchè da valsecchi a poco prezzo c’era solo quella! qualunque cartella avessi trovato lì gliela avrei sicuramente venduta per la cartella più bella del mondo indipendentemente dal logo o dal colore! …per me il problema è farle andare giù il grembiule nero: così oggi ci abbiamo attaccato sopra una bella coccinella rossa! speriamo che le maestre non si lamentino… per me il grembiule è davvero una cosa inutile: se lo impongono x non sporcare i vestiti secondo me più si sporcano più vuol dire che hanno giocato e si sono divertiti! se lo impongono per uniformare ci sarà sempre chi avrà il grembiule nero delle winx, il grembiule nero dei gormiti…e chi il grembiule nero del carrefuor con la coccinella!!!

  4. germana ha detto:

    …sono andata fuori tema come al solito!!! sorry, mi è scappato!

  5. Simona ha detto:

    ciao, sono tornata….di che colore è quella di Viola?
    ad Alessio non importava chi ci fosse sulla cartella, l’importante era che fosse da maschio……..

    • biviopedagogico ha detto:

      Viola l’ha presa verde…
      Un abbraccio ad Alessio e speriamo che in futuro si possa permettere di prendere le cose che gli piacciono prescindendo dal colore e dai disegni…

  6. mariam ha detto:

    bello spunto…certo che forse ai bambini è importante “concedere” più conformismo che a noi adulti…in fondo, con l’inizio della scuola diventa importante il gruppo. Che non vuol dire non dir loro delle cose. Però, da nonna quale sono, credo che a quell’età si centrale l’esempio….quanto anche noi grandi facciamo scelte controcorrente non tanto per fare ma perchè frutto di un senso….anche così, senza troppe parole…passa quel messaggio legato al “diventare se ste4ssi” sul quale lavoriamo tutta la vita.
    Maria

  7. Paolo1984 ha detto:

    se la bambina vuole la cartella verde le si prende la cartella verde, che la prenda perchè le piace o per reagire allo “stereotipo” o (come credo) per entrambi i motivi no deve far venire meno il rispetto per la volontà della bambina che ha diritto ad avere i suoi gusti in fatto di cartelle e giocattoli per le motivazioni che crede, e direi lo stesso se volesse la cartella rosa o altro oggetto valutato come femminile. Penso che le preferenze dei bambini vadano rispettate anche se non collimano con le nostre e anche se è difficile

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