Archivio per dicembre 7, 2012

maschiaccio

Dicembre 2012

 

Un padre arriva a scuola per ritirare la figlia, l’assistente della mensa che si occupa anche dell’ora successiva, dopo aver urlato ai bambini alcune frasi sul come si sarebbero dovuti comportare, gli si fa incontro.

 

Assistente: salve

Pd : salve

A: …sua figlia è veramente un maschiaccio!

Pd : Cosa , scusi? (ancora nella speranza di aver sentito male)

A: si, il nome è l’unica cosa da femmina!

Pd: No guardi , mia figlia è una femmina che gioca a calcio, al limite.

A: no, ma dicevo maschiaccio per dire che gioca con i maschi, a calcio…

Pd: Capisco, so che si usa, ma non mi piace la parola ” maschiaccio “, mi spiace, le chiedo di non usarla.

L’assistente  si defila quasi infastidita, farfugliando qualche incomprensibile parola, io mi devo trattenere dalla voglia di abbracciare a baciare il barbuto padre, protagonista della storia.

Qualche domanda e una riflessione:

  1. Si può pretendere da una assistente (anche se non è un’educatrice ) almeno un po’ di attenzione alle comunicazioni? Io credo di si.
  2. Quante parole usiamo, o sentiamo usare, con la netta sensazione che si ignori il possibile effetto che potrebbero avere sui bambini? Credo che siano parecchie.
  3. Possiamo impegnarci a lottare perché si smetta di etichettare con categorie “svalutanti” chi si differenzia dalla norma? Dalla media? (Le bambine che giocano a calcio , i bambini che ballano, ecc)
  4. Quanto possono essere violente alcune parole.

Dobbiamo trovare il modo di fare come questo padre, costantemente, a costo di sembrare un po’ burberi e faticosi. Non importa se siamo educatori professionali , educatori naturali o cittadini, dobbiamo farlo, perché i bambini a furia di sentirsi definiti in un modo poi ci si sentono veramente. I bambini si sentono sbagliati se continuiamo a dirglielo, si sentono cattivi, i maschi si sentono femmine e le femmine viceversa.  I Bambini hanno il diritto di essere difesi, anche dalle comunicazioni di questo tipo. Dobbiamo fare in modo che si possano sentire liberi di fare, dire e giocare come vogliono.

Aneddoto: Settimana scorsa ho dovuto discutere a lungo con un bambino di 7 anni, convinto che i maschi si fossero comprati tutti i colori ad esclusione delle gradazioni di rosa (rosa, fucsia, viola, ecc) e credo di non essere riuscito a convincerlo del contrario. 

Ho già parlato di questo argomento in altro post, ecco il link.

Christian S.

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