Rispettare vs Difendere la Pedagogia.

Pubblicato: settembre 11, 2013 in Consulenza Pedagogica, Crisi Pedagogica, Sarno Pedagogia
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loveRispondo ad un bel post di un collega e mi viene fuori una strana riflessione. La rileggo e mi piace. Potevo evitare di pubblicarla (con qualche leggera modifica) anche sul mio blog? Non ho potuto evitare. Buona lettura.

Se si vuol difendere la pedagogia si deve imparare a rispettare chi la pedagogia la fa, bene e con passione. Prescindendo dalla provenienza della sua competenza.

Chi la fa da pedagogista, da filosofo, da laureato in sociologia, in lettere, con il diploma di animatore sociale e di puericultrice. Rimettere al centro la pedagogia vuol dire rimettere al centro chi la fa. Chi ha imparato a farla e chi sta imparando. Chi la fa con competenza.

Dovremmo rispettare l’idea che fare educazione sia una delle cose più preziose che abbiamo. Rimettere al centro le educatrici dei nidi, che si sono formate con 35 anni di riflessioni e di lavoro sui bambini, domandandosi costantemente cosa fosse meglio per i nostri figli. Rispettare chi faceva educazione quando gli odierni pedagogisti nemmeno erano nati. Rispettare chi ha lavorato negli ospedali psichiatrici costruendo un ruolo, piano piano, con la passione di chi amava i “matti” e il proprio lavoro. Rispettare che avrebbe da spiegare delle cose ai docenti delle nostre università.

Dobbiamo rispettare la fatica che hanno fatto i nuovi educatori nel laurearsi e pretendere che non si fermino lì a guardare la loro laurea.

Rispettare le educatrici dei servizi per l’infanzia, che negli ultimi 30 anni si sono occupate di trasformare il loro ruolo da assistenziale ad educativo producendo materiale, idee e spunti utili per i nuovi pedagogisti. Rispettarle anche se non sono laureate.

Rispettare chi la consulenza pedagogica la faceva prima che le università si “inventassero” il biennio da consulenti pedagogici. Rispettare l’idea che la pedagogia non è stata inventata nelle aule universitarie, rispettare Don Milani e gli uomini e le donne che da anni portano avanti progetti educativi nei Quartieri Spagnoli o nelle favelas in Brasile senza titoli, onorificenze e senza portare a casa lo stipendio.

Io ho rispetto per la formazione universitaria. Rispetto chi ha studiato, letto, approfondito e amato i libri di pedagogia, anche se non lo ha fatto in università.

Rimettere al centro la pedagogia per me vuol dire difenderla dagli attacchi di chi non la sa fare a prescindere dalla provenienza della sua competenza, perché non c’è attacco peggiore di quello sferrato da chi forma senza passione, competenza ed attenzione.

Per rimettere al centro al pedagogia è necessario guardarla in modo aperto. E’ necessario non chiudersi in arroccamenti ideologici e preconcettuali. Per rimetterla al centro, in qualche modo, bisognerebbe guardarla con amore.

Se la sui vuol difendere converrebbe occuparsi di proteggere chi la fa bene, perché questo è l’unico modo di dar valore alle competenze, ai titoli, alle passioni e alle storie professionali contemporaneamente.

L’unico modo di difendere la pedagogia è difenderne la qualità.

Io, comunque sia, preferisco rispettarla.

Christian S.

La foto , come sempre è di Marco Bottani ( http://www.ibot.it)

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