Uomini liberi

Pubblicato: luglio 5, 2015 in Calcio e Pedagogia, Sarno Pedagogia
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malgioglio«È vero, ho sempre usato le mani. E continuo a farlo. In campo come portiere e fuori: stando in mezzo alla gente che soffre, dando tutto me stesso. Perché, come dice il mio padre spirituale, le mani bisogna sporcarsele, mettendole anche nella m….” 

Ecco come parla di se stesso, il buon Astutillo (di cui ho già parlato qui), ex portiere dal nome strano, ex interista, grande uomo. Malgioglio è sempre stato un personaggio differente. Ha fatto per anni il secondo portiere, ha guardato per 5 anni (1986-1991) Walter Zenga giocare seduto su una panchina, sempre la stessa. Di lui, calcisticamente non si ricorda nessuno, se non qualche interista attento anche alle meteore passate nell’ Inter in quegli anni calcisticamente strani. Anni in cui i calciatori, ancora per poco, facevano un bel lavoro ben pagato, ma non così lontano da altri lavori. Dagli anni 90, il calcio non sarà più lo stesso, cambiando forse in modo irreversibile. Dagli anni ’90, il calcio si trasforma, definitivamente, in un vero business. Con i soldi, spesso, scompaiono tante cose, anche alcune belle storie. Nel 1992 finisce anche la carriera di Astutillo, che torna a fare altro. Torna a occuparsi, solo, di persone con disabilità, lavoro che aveva praticato parallelamente anche mentre faceva il portiere. Apre una Cooperativa (era 77) e una casa per ragazzi con disabilità. Lavora anche a domicilio. Attraversa, anche lui, una crisi psicologia forte, si risolleva. Oggi, con la moglie, lavora ancora con le persone in difficoltà. Quando parla di calcio e dei tempi dell’inter ne parla così: “Jürgen Klinsmann veniva anche due volte a settimana, evidentemente l’avevo colpito. Veniva nelle case dei ragazzi, mangiava con loro, parlava coi genitori. Una gran persona. Aveva un atteggiamento bello, senza pudori. Era libero. È stato l’unico.”

Non avevo mai pensato che si potesse definire chi si occupa degli altri; “uomo libero”, ma la cosa mi piace, parecchio. Chissà se gli educatori e le educatrici si sentono liberi per il lavoro che fanno. Buona Estate a tutti e buona ricerca della libertà, ovunque si nasconda.

Christian S.

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