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Il 14 marzo 2012 c’è stato il convegno organizzato dalla Università Bicocca di Milano dal titolo Uomini in educazione, noi lo avevamo anticipato con tre post che potete rileggere e che trovate qui sotto.

  1. Qui ci vuole il maschio
  2. AAA cercasi educatore maschio
  3. Educazione e cura al maschile

Settimana scorsa mi è arrivata una mail da una collega che era al convengo, eccovi la mail : “Ciao Christian, sapendo che il tuo blog ha una rubrica sul tema della cura e l’educazione al maschile, ho pensato di inviarti un report sul convegno tenutosi in bicocca: “Uomini in educazione.” Esso non vuole essere un resoconto esaustivo e preciso di tutto il convegno, ma ho pensato di condividere con te e il tuo blog i miei appunti per poter continuare a riflettere insieme sul tema. Grazie, buona lettura!” Alice

Non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di approfittare del lavoro fatto e quindi eccovi : Uomini in Educazione – Il report

Colgo inoltre l’occasione per ringraziare ovviamente Alice Tentori, Andrea Marchesi che ha avuto l’idea dei 3 post e soprattutto Salvatore Guida che ha citato il mio Blog al convegno.

Buona ri-lettura.

Christian S.

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Ma come mai ci si accorge dell’importanza dei Padri solo quando sono:

  1. sono.perfetti: http://www.repubblica.it/cronaca/2012/02/16/news/pap_perfetti-29968225/?ref=HRERO-
  2. o.sono.depressi:http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2012/03/01/news/pap_depresso_ricadute_sui_figli_e_con_la_crisi_aumentano_i_rischi-30782274/?ref=HREC2-12

I padri ci sono sempre, perchè parlarne sono in alcune occasioni?

Idea di Andrea Marchesi e Christian Sarno

Testi di Andrea Marchesi

Il secondo post sull’educazione al maschile.

A.A.A cercasi educatore maschio

Un collega mi racconta che si sono dimessi tre educatori maschi nel giro di poche settimane e nella sua cooperativa sono disperati: non riescono a trovare figure maschili. Penso alle centinaia di curriculum vitae che ho ricevuto negli ultimi anni: gli unici maschi sono psicologi, oppure formatori e coordinatori. Educatori zero: solo donne. Entro in aula di scienze dell’educazione, 200 persone. I maschi si contano sulle dita di un paio di mani. Eppure se penso agli esordi, prima metà degli anni ’90, in campo sociale ricordo una presenza equilibrata, una leggera maggioranza femminile a tratti impercettibile. Ripercorro i volti dei tanti colleghi incontrati in questi vent’anni e mi tornano in mente tanti educatori maschi. Che cosa è successo ? Che cosa sta determinando l’evaporazione del maschile dalla professione educativa ? C’è forse un ritorno alla femminilizzazione dell’educazione ? E che effetti sta producendo sui soggetti implicati nelle interazioni educative ?

Il prossimo post il 5 marzo….

Idea di Andrea Marchesi e Christian Sarno

Testi di Andrea Marchesi

Parlare di educazione al maschile, parlarne in un convegno intitolato ” uomini in educazione”, parlarne solo il 14 marzo?  Perchè sprecare un’occasione così interessante, rara e preziosa limitandosi a parlarne in una sola giornata?

Abbiamo pensato che a queste domande dovevamo e potevamo rispondere aprendo qui , in un blog, uno spazio di riflessione ulteriore. Uno spazio che permettesse di ragionare, liberamente , anche in forma anonima e che permettesse di condividere pensieri e riflessioni intorno all’educazione al maschile. 

Faremo tre post, con brevi riflessioni e alcune domande. Il primo è questo. Il secondo sarà pubblicato venerdì 24 febbraio per chiudere con un post il 5 marzo.

Qui ci vuole il maschio !

Non si tratta dell’esclamazione di un elettricista, né dell’esortazione di un allevatore, tanto meno di questioni ancora più triviali. E’ l’ingiunzione che convoca l’educatore maschio, pronunciata da assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, coordinatori, educatori. Ci vuole il maschio perché c’è un utente da contenere fisicamente, perché quel bambino non ha il padre e vive con una madre particolarmente protettiva, perché il gruppo di adolescenti è composto prevalentemente da maschi, perché quel genitore, di religione musulmana ha qualche problema nel riconoscere l’autorità incarnata da una figura femminile. Gli esempi potrebbero essere innumerevoli. Ma che cosa ci si aspetta dalla presenza di una figura educativa maschile ? Quali aspettative si addensano ? E quale idea di maschile viene messa in gioco ?

La locandina del convegno: uomini_in_educazione