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Ci sono persone che possiedono talenti naturali, innati, ricevuti in dono, ereditati dai propri genitori. Ci sono persone che ne possiedono più di altre. Ci sono persone che sembrano non possedere alcun talento per poi sorprenderti. Forse ci sono anche persone che di talento non ne hanno e non ne avranno mai.

Non riesco ancora a decidere, sono diviso tra l’idea che il talento si possa coltivare e imparare oppure solamente sprecare. Riprendendo una frase a me tanto cara, si potrebbe dire : “ogni persona ha un talento nascosto, il problema è che non tutti lo trovano…”  Se invece il talento non si potesse imparare né coltivare, se il talento fosse solo ciò che differenzia alcuni esseri speciali dal resto della popolazione?

Il talento dovrebbe essere ciò che ti differenzia dagli altri, che ti permette di emergere, di mostrare ciò che sai fare. Leo Messi (scheda), minuscolo giocatore, ora uno dei giocatori più famosi al mondo, ha rischiato che il suo talento andasse sprecato. Leo Messi ha avuto una rarissima malattia che lo ha tenuto piccolo, basso. Deve ringraziare il coraggio di un osservatore che lo volle a Barcellona anche se in quegli anni i giocatori piccoli non li voleva nessuno. Forse Leo sarebbe emerso lo stesso, ma ad oggi quello che possiamo dire è che i talenti si possono perdere e che i cacciatori di talenti sono la loro salvezza. Leo Messi è, a detta di tutti, il giocatore più forte del mondo.

Le persone così tanto talentuose, un po’ mi creano invidia. Io non posso giocare a calcio come Leo Messi,  io quel talento lì non lo possiedo. Mi piacerebbe possederne un altro però, perchè le persone talentuose mi son sempre piaciute.

Dall’altra parte  invece, ci sono persone, anche colleghi educatori, con cui la ricerca del talento sembra cosa ardua, impossibile, quasi inutile. Alcuni colleghi con cui ho lavorato mi fan pensare che il talento sia innato, che non si possa imparare, o c’è lo hai oppure è meglio che fai altro….  Forse, spingere alcuni colleghi a fare altro, è un modo per cercare di aiutarli nella ricerca del proprio talento.

Non ne uscirò oggi, lo so, non riuscirò a capire, da solo, dove sta la verità. Una delle verità è che mi piace lavorare con i talenti altrui, cercarli, osservarli, scovarli e illuminarli e soprattutto mi fa rabbia vederli sprecati. Mi piace aiutare le persone a trovare ciò che sanno fare meglio, ciò che fanno con la maggior passione e competenza possibile.

Mi piace meno lavorare con chi il talento sembra non lo possederlo, ma ci lavoro lo stesso, perchè non mi sono ancora arreso all’idea che io non possa aiutarlo a trovare qualche cosa di talentuoso dentro di sé. Negli ultimi anni la sfida più grande di una parte della mia carriere professionale è stata proprio questa.

Il mio è un lavoro differente, in cui forse è ancora possibile cercare i talenti. Il lavoro educativo è “artigianale”, non “industriale”, se l’artigiano ha talento lo si vede prima o poi. Fare un lavoro artigianale, in questa fase storica, mi pare molto ma molto meglio.

Buone vacanze a tutti, vado a cercare di capire se da genitore riesco a trovare qualche nuovo talento nascosto. In queste vacanze proverò ad insegnare a mia figlia a pescare, anche se mio padre dice che lì di talento in me non ne ha mai visto. (e  forse ha ragione)

Magari scopro che da un ” mediocre” pescatore può nascere un “talentuoso” insegnante di pesca?

Christian S.

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