Archivio per gennaio, 2014

blog dayOgni mese nel gruppo Facebook “educatori, consulenti pedagogici e pedagogisti” viene proposto ai membri un tema educativo.

Chi raccoglie la sfida scrive un articolo al riguardo. I contributi, poi, vengono ospitati nei blog presenti in Snodi Pedagogici e divulgati nei vari social con un hashtag particolare in un determinato giorno.

Questo mese, gennaio, tocca a “l’Educazione nasce naturale”, tema lanciato da Alessandro Curti nell’assemblea del 16 novembre, svoltasi a Milano.
Cosa ne pensano i genitori dell’educazione?

“L’educazione nasce in un ambito naturale, la famiglia, il gruppo, il clan, la tribù, in cui era necessario che i grandi insegnassero ai piccoli quello che occorreva per vivere. Poi la società si è fatta più complessa è le figure educative si sono moltiplicate e in alcuni caso si sono professionalizzate per supportare quelle naturali. Ma ancora oggi la prima istanza educativa nasce nelle famiglie, nei gruppi familiari, negli spazi di socialità naturali….”

Ecco i blog che partecipano all’evento.

  • Bivio Pedagogico
  • Labirinti Pedagogici
  • E di Educazione
  • Allenare Educare
  • Nessi Pedagogici
  • Ponti e Derive
  • La Bottega della Pedagogista
  • Il Piccolo Doge
  • In Dialogo
  • Tra fantasia pensiero azione

#Educazione Naturale Vs Educazione Professionale : 2-0 ( di Alessandra Tracogna)

edu vs edu

Premessa: Questo post ha volutamente un tono provocatorio, esagerando ed esasperando alcuni concetti (mi sento tutt’altro che un’ottima educatrice naturale!!), allo scopo di riflettere ma anche sorridere su un mestiere tanto difficile qual è quello di crescere “bene” i propri figli

Mio marito è un educatore professionale ed io sono un’educatrice naturale. E io sono meglio perchè, diversamente da lui……

  • la sera sono meno stanca delle relazioni umane (avendo lavorato tutto il giorno davanti ad un pc)
  • di giorno lavoro con i numeri e la sera ho bisogno di arte/creatività
  • di giorno lavoro al chiuso e il tempo da passare con i figli preferisco trascorrerlo all’aria aperta
  • di giorno lavoro solo con adulti e la sera ho bisogno dell’ingenutità, lo stupore e la semplicità che noialtri abbiamo perso…
  • ho buona memoria e mi ricordo meglio di quand’ero piccola..di quanto mi piaceva essere libera e con i vestiti tutti sporchi
  • ho buona memoria e mi ricordo meglio di quand’ero piccola..l’orgoglio di aver fatto i compiti da sola e le medaglie d’oro nelle tabelline…
  • non ho sotto gli occhi tutti i giorni i danni che un’educazione errata/inadeguata può provocare
  • non ho alcun riferimento pisco-pedagogico…le mie letture sul tema si riducono a “Brazelton: il bambino da zero a tre anni”…una guida banalissima (quasi imbarazzante) ma davvero rassicurante…
  • sono abbastanza competitiva e quando gioco…gioco per vincere…non faccio vincere apposta perché mi dispiace vedere i figli dispiaciuti
  • perché sono una fiera sostenitrice di una vita senza tv
  • perché faccio il pane fatto in casa nonostante una mattina ho beccato il mio figlio maggiore che diceva alla sorella: “vieni, di corsa! oggi c’è il pane vero (non quello fatto dalla mamma…ndr)”
  • perché sono disordinata e l’ossessione della casa tutta in ordine non fa per me…
  • perché quando leggo le storie faccio anche i versi, non mi imbarazzo a ballare come una pazza o a cantare anche se sono stonata

Posto tutto questo…………meno male che c’è l’esperienza, la sensibilità e la capacità di ascolto di mio marito…. Il confronto con lui (a parte il “gergo tecnico” fatto di derive, fare da specchio, verbalizzazioni, sentiti, rimandi e quant’altro non ricordo…) è davvero prezioso!

E sapere che anche l’altro (nonostante sia un educatore professionale) vada a letto con la domanda “avrò fatto bene?” mi rasserena…

 Se vi interessa leggere anche gli altri articoli ecco i blog che partecipano all’evento.

Ringrazio Alessandra per il coraggio del suo scritto, che credo faccia  bene a tutti i professionisti dell’educazione .

Christian S.

La foto è di Marco Bottani ( http://www.ibot.it), come spesso accade in questo blog

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Ogni mese nel gruppo Facebook “educatori, consulenti pedagogici e pedagogisti” viene proposto ai membri un tema educativo.

Chi raccoglie la sfida scrive un articolo al riguardo. I contributi, poi, vengono ospitati nei blog presenti in Snodi Pedagogici e divulgati nei vari social con un hashtag particolare in un determinato giorno.

Questo mese, gennaio, tocca a “l’Educazione nasce naturale”, tema lanciato da Alessandro Curti nell’assemblea del 16 novembre, svoltasi a Milano.
Cosa ne pensano i genitori dell’educazione?

“L’educazione nasce in un ambito naturale, la famiglia, il gruppo, il clan, la tribù, in cui era necessario che i grandi insegnassero ai piccoli quello che occorreva per vivere. Poi la società si è fatta più complessa è le figure educative si sono moltiplicate e in alcuni caso si sono professionalizzate per supportare quelle naturali. Ma ancora oggi la prima istanza educativa nasce nelle famiglie, nei gruppi familiari, negli spazi di socialità naturali….”

#I re nonni e il regno del box (Di Enrico Maioli)

nonni maioliQuando ero giovane mi chiedevo come sarebbe stato, essere padre e adesso che lo sono, mi chiedo cosa vuole un figlio da un padre. Potrei elencare tante belle parole ma per me la risposta è che il genitore deve ragionare con la testa del figlio che ha davanti per capire cosa gli può servire a renderlo il più possibile felice, sereno e con la voglia di fare e di essere. Sintetizzare in un racconto 10 anni di emozioni è impossibile, ma da quando ci sono loro ho scoperto di divertirmi nel cercare in loro un sorriso e ho iniziato a fare l’animatore delle loro feste. Ho iniziato a ideare con loro i giochi, a sfogare la mia fantasia nell’immaginare se un’idea poteva funzionare o no e a coinvolgere Sofia e Marco nella realizzazione e nelle simulazioni dei giochi tenendo in conto i loro suggerimenti.

Racconterò qui di seguito, del gioco che ha coinvolto anche i nonni. 

Premessa: eravamo andati al castello di Gropparello (che consiglio) e lì, una compagnia teatrale aveva inscenato una cattura del mostro al castello, ingaggiando tutti i bambini visitatori per farli diventare cavalieri.

Perché non farlo anche noi a casa nostra?

Al posto del castello avevamo un box, i nonni erano il re e la regina, il mostro era il padrino di Marco e io ero il cavaliere reclutatore, ci servivano delle spade, che abbiamo sostituito con palline rosse che sono diventate sfere magiche rosso fuoco. Ho spiegato ai bimbi la dinamica dell’avvenimento: il regno del box del re nonno Gino e regina nonna Concetta era stato occupato da un terribile mostro e mi serviva l’aiuto di tutti i partecipanti alla festa per poter cacciare il mostro dal regno del box. Per prepararli dovevano superare due prove: quella di concentrazione rispondendo alle mie indicazioni (mani sulle spalle, mani sulla testa ecc..) e poi il tiro al manichino con le sfere rosso fuoco. Ultima fase del gioco era l’attacco al mostro fino a quando non si sarebbe arreso e scappato via. Il gioco si concludeva con la nomina da parte  re nonno Gino del dei nuovi cavalieri del regno del box con tanto di pergamena e medaglia di cioccolato.

Ieri parlando con i miei figli dei giochi delle feste, gli ho chiesto quale era quello che  gli era piaciuto di più ma non riuscivano a scegliere elencando giochi su giochi. Sicuramente di tutto questo qualcosa gli rimarrà dentro e io ne vado fiero.

Se vi interessa leggere anche gli altri articoli ecco i blog che partecipano all’evento.

Sono molto felice di aver ospitato Enrico nel mio blog.
Christian S.

Questo è un post pubblicitario.

lgocinetica

Partendo dalla comunicazione e dalla dizione, muove i suoi passi un nuovo approccio per curare la balbuzie in modo risolutivo ed efficace. Prendetela come una semplificazione, ma è giusto per inquadrare questo nuovo metodo che approccia il problema della balbuzie partendo dalla rieducazione a un corretto uso del pensiero e del linguaggio.

Il metodo è quello ideato dal Laboratorio di Logocinetica e nasce per curare la balbuzie in modo risolutivo e innovativo attraverso un percorso individuale che accompagna il paziente lungo un cammino personalizzato.
Strutturato in due step ben distinti, ma strettamente connessi tra loro, questo cammino prevede un primo approccio tecnico al quale si affianca un importante lavoro psicoterapeutico, cui seguirà uno stage teatrale finale.

Gli esercizi tecnici sono gli strumenti indispensabili per rimparare a parlare, come bambini alle loro prime parole, e superare così i blocchi che provocano la balbuzie. Ogni sessione di esercizi viene svolta individualmente e gradualmente e porta a riequilibrare la velocità tra il pensiero e il linguaggio.

A supporto di questo percorso molto impegnativo, si inserisce una seconda fase: l’approccio psicologico e psicoterapeutico.
Durante questa fase il paziente viene aiutato a elaborare le dinamiche messe in atto grazie agli esercizi tecnici e a ripercorrere con consapevolezza i vari passaggi, liberandosi dai pesanti fardelli lasciati a livello psicologico dalla balbuzie.

A conclusione di questo iter, il Laboratorio di Logocinetica prevede un interessante percorso teatrale, nel corso del quale sarà possibile svolgere un corso di dizione e di public speaking e acquisire così un’eccellente padronanza del linguaggio.
Una nuova partenza, dunque, per l’ex balbuziente il quale acquisterà una maggior sicurezza e consapevolezza di sé.