Archivio per agosto, 2012

Oscar Pistorius (la sua scheda) è un atleta, uno dei più famosi degli ultimi anni.

E’ un atleta che è andato oltre, oltre il proprio handicap, oltre il proprio limite.

Pistorius è stato, nel 2012, il più veloce atleta sui 400 metri di tutto il Sud Africa e si è guadagnato la possibilità di gareggiare, finalmente, in una Olimpiade. Non ha vinto nessuna medaglia alle Olimpiadi di Londra 2012, ma in questo caso non è per nulla importante.

Oscar voleva gareggiare e voleva farlo contro atleti con le gambe, voleva farlo rischiando, anche, di arrivare ultimo. Era stufo, probabilmente, di fare le ParaOlimpiadi (dove tra l’altro era il più forte) .

Ha detto no a quella che ha ritenuto una risposta facile. “Vuoi correre? Corri con chi ha un handicap come te.”. Ha scelto di rischiare e di rinunciare a vincere facile.

Oscar ha scelto di dare una lezione a tutti coloro che si accontentano, che davanti ad una risposta semplice si fermano. Ha voluto sfidare il proprio limite.

Pistorius voleva andare oltre ed oltre ha portato tutta la federazione di atletica che dopo anni di resistenza ha accettato di farlo correre come un atleta “normodotato”. Ma Oscar non è un atleta normodotato, è un alteta speciale, e non lo è perchè ha due protesi al posto delle gambe, lo è perchè non si è accontentato di una risposta facile ad una domanda complessa. La sua domanda era profonda. Le risposte ricevute, troppo semplici e rassicuranti.

E’ un uomo speciale e straordinario perché ha imparato a far i conti con il proprio limite, non ha barattato una possibile sfida con un facile successo decidendo che il suo limite poteva essere spostato qualche metro più in là.

Pistorius è arrivato con il suo Sud Africa nella finale della staffetta 4×400.

Mi piace parlare di sport,  raccontare di uomini e donne le cui azioni insegnano qualche cosa. Penso si possa ancora parlare di sport ed educazione, il post su Schwazer di un collega, lo dimostra.

Soprattutto mi piace raccontare storie.

…dal 29 agosto (Video Inglese) appuntamento alle Para Olimpic Game e vediamo come si comporterà il nostro Oscar.

Christian S.

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Ecco una nuova foto di Puffo Germano, il nostro compagno di viaggio.Qui è in Gracia, che invidia.

In questa strana estate, c’è un ragazzo che sta camminando per andare a Melpignano ed è partito da Palermo.

Non lo conosco, ma sarebbe un peccato non far conoscere la sua storia e la sua avventura, perché credo che da storie così si possa imparare molto.

Spesso sembra che la meta sia il traguardo, in questo caso il traguardo è il percorso, che come dice lui, gli permetterà di incontrare tante persone….

Si chiama Giorgio Ciaccio e attraverso il  suo blog è possibile seguire questa strana avventura.

Il tutto per andare, “solo”, ad un festival di musica salentina.

…ecco il suo blog http://www.ilcamminodellataranta.it/tappe.html

Christian S.

Ci sono persone che possiedono talenti naturali, innati, ricevuti in dono, ereditati dai propri genitori. Ci sono persone che ne possiedono più di altre. Ci sono persone che sembrano non possedere alcun talento per poi sorprenderti. Forse ci sono anche persone che di talento non ne hanno e non ne avranno mai.

Non riesco ancora a decidere, sono diviso tra l’idea che il talento si possa coltivare e imparare oppure solamente sprecare. Riprendendo una frase a me tanto cara, si potrebbe dire : “ogni persona ha un talento nascosto, il problema è che non tutti lo trovano…”  Se invece il talento non si potesse imparare né coltivare, se il talento fosse solo ciò che differenzia alcuni esseri speciali dal resto della popolazione?

Il talento dovrebbe essere ciò che ti differenzia dagli altri, che ti permette di emergere, di mostrare ciò che sai fare. Leo Messi (scheda), minuscolo giocatore, ora uno dei giocatori più famosi al mondo, ha rischiato che il suo talento andasse sprecato. Leo Messi ha avuto una rarissima malattia che lo ha tenuto piccolo, basso. Deve ringraziare il coraggio di un osservatore che lo volle a Barcellona anche se in quegli anni i giocatori piccoli non li voleva nessuno. Forse Leo sarebbe emerso lo stesso, ma ad oggi quello che possiamo dire è che i talenti si possono perdere e che i cacciatori di talenti sono la loro salvezza. Leo Messi è, a detta di tutti, il giocatore più forte del mondo.

Le persone così tanto talentuose, un po’ mi creano invidia. Io non posso giocare a calcio come Leo Messi,  io quel talento lì non lo possiedo. Mi piacerebbe possederne un altro però, perchè le persone talentuose mi son sempre piaciute.

Dall’altra parte  invece, ci sono persone, anche colleghi educatori, con cui la ricerca del talento sembra cosa ardua, impossibile, quasi inutile. Alcuni colleghi con cui ho lavorato mi fan pensare che il talento sia innato, che non si possa imparare, o c’è lo hai oppure è meglio che fai altro….  Forse, spingere alcuni colleghi a fare altro, è un modo per cercare di aiutarli nella ricerca del proprio talento.

Non ne uscirò oggi, lo so, non riuscirò a capire, da solo, dove sta la verità. Una delle verità è che mi piace lavorare con i talenti altrui, cercarli, osservarli, scovarli e illuminarli e soprattutto mi fa rabbia vederli sprecati. Mi piace aiutare le persone a trovare ciò che sanno fare meglio, ciò che fanno con la maggior passione e competenza possibile.

Mi piace meno lavorare con chi il talento sembra non lo possederlo, ma ci lavoro lo stesso, perchè non mi sono ancora arreso all’idea che io non possa aiutarlo a trovare qualche cosa di talentuoso dentro di sé. Negli ultimi anni la sfida più grande di una parte della mia carriere professionale è stata proprio questa.

Il mio è un lavoro differente, in cui forse è ancora possibile cercare i talenti. Il lavoro educativo è “artigianale”, non “industriale”, se l’artigiano ha talento lo si vede prima o poi. Fare un lavoro artigianale, in questa fase storica, mi pare molto ma molto meglio.

Buone vacanze a tutti, vado a cercare di capire se da genitore riesco a trovare qualche nuovo talento nascosto. In queste vacanze proverò ad insegnare a mia figlia a pescare, anche se mio padre dice che lì di talento in me non ne ha mai visto. (e  forse ha ragione)

Magari scopro che da un ” mediocre” pescatore può nascere un “talentuoso” insegnante di pesca?

Christian S.